Dopo i cori e i mugugni di domenica, ieri sono arrivate le parole. Con un comunicato firmato dalla Curva Sud Siberiano, dal Centro Coordinamento e da Mai Sola e Salerno Club 2010, la tifoseria granata ha preso una posizione netta. Pur auspicando che la squadra possa centrare i migliori risultati possibili, l’unica notizia di rilievo sarà la cessione della società. E’ quello a cui da tempo lavora Danilo Iervolino, ma l’operazione resta complessa e delicata. Qualche imprenditore nell’ombra si è mosso, ma non si è mai arrivati ad una fase di vera e propria trattativa. Del resto, l’abbattimento dei costi e il ridimensionamento tecnico a cui si è proceduto durante l’estate sono da intendersi anche come il tentativo di alleggerire i conti così da rendere un po’ meno alta la montagna da scalare per chi davvero volesse subentrare e accollarsi onori ed oneri che la gestione di un club importante e seguito come è la Salernitana comporta. La voglia di cambiamento della tifoseria si poggia su due dati di fatto: il distacco sempre più evidente che c’è tra il proprietario e la piazza, come confermato anche dalla completa sparizione dalla scena granata di Maurizio Milan che è ancora il presidente della Salernitana ed è il più stretto collaboratore di Iervolino non solo per quanto attiene alle questioni calcistiche; la totale mancanza di programmazione sportiva che sta portando la squadra verso una deriva pericolosa perché due punti in tre partite, di cui uno solo su due gare in casa giocate davanti a 14mila e 11mila spettatori rispettivamente, sono numeri e non opinioni e sono i risultati a dare la misura del lavoro svolto. Faggiano e Cosmi hanno la responsabilità della parte sportiva. Il ds si è limitato ad eseguire il mandato ricevuto dalla proprietà che a giugno gli ha prolungato di un anno il contratto, ritendendo, invece, di rinnovare solo per una stagione il rapporto con Cosmi. Già con questa scelta differente in relazione alla durata dei rispettivi vincoli si è cominciato a scavare un divario tra i due che non sembrano più camminare sulla stessa strada. La gara col Potenza sarà probabilmente quella della verità. Il copione non è certo inedito. Il primo e più spendibile capro espiatorio, in caso di nuovo passo falso, sarà l’allenatore. Il ds presenterà alla società un sostituto che poi a gennaio spingerà per una nuova rivoluzione sul mercato. Per i tifosi il tempo delle promesse è scaduto, la pazienza è finita, eppure la Salernitana continua a recitare il suo personale copione pur di trascinarsi in un clima di totale sfiducia esterna e di conflittualità interne che l’hanno portata al punto più basso della sua recente storia.

