È un vero e proprio conto alla rovescia per i lavoratori delle Fonderie Pisano di Fratte. Il 31 ottobre 2026 scadranno gli ammortizzatori sociali e resta concreto il rischio dei licenziamenti già annunciati dalla proprietà. Oltre cento lavoratori attendono risposte sul proprio futuro occupazionale.
Ieri, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, a Roma, si è tenuto un nuovo confronto tra azienda, rappresentanti sindacali e istituzioni. Due i nodi principali: scongiurare l’emergenza occupazionale e individuare un’area industriale dove realizzare il progetto di una nuova fonderia green, capace di garantire una prospettiva concreta e duratura alle maestranze.
Un progetto discusso ormai dalla scorsa primavera, che ha registrato aperture da parte del MIMIT e di Invitalia, ma che non ha ancora individuato una soluzione operativa. L’azienda ha ribadito che, in assenza di sviluppi, procederà con la procedura di licenziamento. Il Ministero ha proposto di proseguire il confronto, chiedendo alla proprietà una proposta progettuale che superi l’attuale situazione di stallo a Fratte e preveda un percorso di reindustrializzazione. La possibile proroga degli ammortizzatori sociali, collegata a questi processi, potrebbe rappresentare lo strumento per evitare i licenziamenti. Un nuovo incontro a Roma è atteso a breve.
Intanto, sul fronte ambientale e legale, si mobilitano le associazioni Salute e Vita e Medicina Democratica, che da 23 anni seguono la vicenda delle Fonderie Pisano. Le due associazioni hanno convocato una conferenza stampa per sabato 24 ottobre, alle 10.30, presso la sede COBAS in via Volontari della Libertà 5, nel quartiere Torrione, a Salerno.
Nel corso dell’incontro sarà illustrata la loro posizione sulla vicenda e sarà annunciata l’intenzione di opporsi al ricorso presentato dalla proprietà Pisano al TAR. Le associazioni intendono inoltre replicare alle dichiarazioni diffuse nelle ultime settimane, che giudicano non corrispondenti al vero.
Alla conferenza interverranno, tra gli altri, l’avvocato Franco Massimo Lanocita, consigliere comunale di Salerno, Lorenzo Forte, presidente di Salute e Vita, e il dottor Paolo Fierro, vicepresidente nazionale di Medicina Democratica.
Una vicenda che intreccia lavoro, salute e ambiente, mentre per oltre cento famiglie il tempo stringe e la ricerca di una soluzione concreta non può più essere rinviata.

