ARPAC. CENSITI GLI SCARICHI COSTIERI –

Un censimento degli scarichi a mare che possono diventare fonti di inquinamento. E’ quanto ha realizzato e censito l’Arpac di Salerno che ha preso in esame 475 scarichi in mare di acque reflue e altre tipologie di apporti . Un lavoro di mappatura importante  che viene messo a disposizione delle istituzioni  utile per valutare, a partire da questi scarichi, possibili fonti di

impatto sulla qualità delle acque. I risultati tutto sommato come per l’anno passato evidenziano una qualità delle acque buone, qualche sforamento e lievi punti critici. Lo ha rivelato il Claudio Marro, direttore tecnico f.f. Arpa Campana nel corso della conferenza stampa di presentazione dei dati di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, lungo le coste della Campania.
475 possibili fonti di impatto sulla qualità delle acque, classificate in dieci categorie ed evidenziate su una mappa interattiva consultabile sul sito web dell’Agenzia. Si tratta di un database esaustivo sugli scarichi in mare di acque reflue e altre tipologie di apporti, che viene messo a disposizione di istituzioni e cittadini campani.
uno strumento sarà utile, in caso di fenomeni di inquinamento che dovessero interessare le acque di balneazione, principalmente alle amministrazioni comunali, ma anche ai gestori degli impianti di depurazione, che potranno avere un quadro più chiaro e immediato delle possibili cause di contaminazione presenti nell’area e adottare le necessarie misure di rimozione. Il database georeferenziato, contiene sia la localizzazione che la caratterizzazione degli scarichi. Sono stati censiti, in particolare, gli scarichi privi di depurazione lungo la costa, gli scarichi privi di depurazione convogliati in condotte sottomarine, gli scarichi di impianti di depurazione costiera, gli scarichi di impianti di depurazione convogliati in condotte sottomarine, i tubi di troppo pieno di collettori fognari e di impianti di sollevamento, le foci dei corsi d’acqua e gli apporti pluviali.

Autore dell'articolo: Barbara Albero