COLLIANO, RIFIUTI E LETAME SOTTO IL VIADOTTO: SEQUESTRATA UN’AREA DI 3MILA METRI QUADRI

Rifiuti, letame e strutture abbandonate sotto un viadotto, in un’area sottoposta a vincolo ambientale. È quanto accertato a Colliano dalla Polizia Locale e Guardie Ambientali dell’Accademia Kronos che  hanno sequestrato una superficie di circa 3mila metri quadri. L’operazione, condotta con la collaborazione delle Guardie della Riserva Foce Sele Tanagro, ha interessato l’area in prossimità del viadotto della Fondovalle Sele, lungo la statale 691.

Un intervento nato dai controlli sul territorio e che ha portato alla luce una situazione di degrado ambientale che, secondo quanto accertato, si sarebbe protratta nel tempo.

Nell’area erano presenti consistenti quantitativi di letame e lettiera, presumibilmente riconducibili allo stazionamento di ovicaprini, insieme a ciò che restava delle strutture utilizzate per realizzare i recinti.

Reti metalliche, pedane in legno, canalette e materiali di vario genere erano disseminati sul terreno. A questi si aggiungevano cumuli di lana grezza, rifiuti ferrosi, legno e plastica, parti di grondaie in plastica e vetroresina utilizzate come mangiatoie.

E ancora, due roulotte completamente dismesse, rifiuti indifferenziati, indumenti, materiali cartacei e suppellettili ormai inutilizzabili.

Una presenza particolarmente rilevante anche per la collocazione dell’area. Il terreno, infatti, si trova all’interno della Riserva Naturale Foce Sele Tanagro e Monti Eremita Marzano e a circa 50-60 metri dalla sponda sinistra del fiume Sele, in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico e ambientale.

Durante il sopralluogo sono state inoltre rilevate condizioni di degrado sulle strutture e sui pilastri del viadotto, con segni di ammaloramento del cemento armato, corrosione delle armature metalliche ed espulsione del copriferro.

Alla luce degli elementi raccolti, l’intera superficie, estesa per circa 2.500-3.000 metri quadri, è stata sottoposta a sequestro penale. Sequestrate anche le due roulotte e i materiali rinvenuti nell’area.

L’operazione punta ora a fare piena luce sulla provenienza dei rifiuti e sulle responsabilità legate all’utilizzo e all’abbandono dell’area.

 

Autore dell'articolo: Barbara Albero