DERBY: ALL’ARECHI UN SOLO PRECEDENTE. NEL ’93

Un derby dall’antica e radicata rivalità che però, per tutta una serie di accadimenti, in particolare lo scivolone dei “falchetti” di terra di lavoro negli inferi del calcio, a Salerno manca all’appello dalla stagione ’92-’93. In quell’occasione, ultima e unica volta all’Arechi, la Salernitana di Sonzogni, proiettata verso la zona play off della classifica, venne fermata sul 2 a 2 finale. A fissare il risultato furono le reti di De Silvestro e Pisano per i granata, Di Criscio e Fermanelli per i rossoblù. Terrificante, in particolare, il bolide con il quale bomber Fermanelli agguantò, in pieno recupero, il pareggio per la Casertana. Gira e rigira, però, il “derby dei derby” tra granata e rossoblù è quello che si disputò nella stagione 1989/90, al Vestuti, per la precisione alla dodicesima di ritorno. In quel campionato, alle spalle della corazzata Taranto, proprio la Salernitana di Ansaloni e la Casertana di Caramanno si contendevano la piazza d’onore, quella che avrebbe determinato comunque la promozione in cadetteria. Quel giorno al Vestuti, si giocò la “madre” di tutte le partite. Era la Casertana di Campilongo e Ravanelli, talenti puri al servizio di un collettivo di prima scelta. La partita, preceduta da inenarrabili scontri all’esterno del Vestuti (i tifosi casertani non riuscirono a raggiungere l’impianto di Piazza Casalbore), terminò in parità, due a due, con le reti di Di Bartolomei e Di Battista per i granata, di Campilongo e Solfrini per i “falchetti”; un pareggio che alla fine risultò pesantissimo nell’economia della stagione che vide la Salernitana prevalere nel duello e centrare la promozione con pieno merito. E’, indubitabilmente, proprio il pareggio il risultato più frequente nella storia dei derby tra Salernitana e Casertana disputati a Salerno. Sono ben 14 sulle ventotto partite complessivamente disputate. Sono, invece, 12 le vittorie dei granata di cui l’ultima datata 1983. In quella circostanza furono Giovanni Zaccaro e Nicola Cavestro, coppia d’attacco di un’altra Salernitana che prometteva tanto ma mantenne poco, a timbrare il successo all’ombra del Vestuti

 

Autore dell'articolo: Marcello Festa

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