FESTA BENEVENTO: DA MATRICOLA A REGINA NON PER CASO

Dopo la Spal, il Benevento. Due delle quattro neopromosse dalla Lega Pro hanno completato il doppio salto approdando in massima serie nel giro di due stagioni. L’unicità dell’impresa dei sanniti sta nel fatto che erano al loro primo anno tra i cadetti. Matricola più che mai, la squadra allenata da Baroni ha conquistato con merito la promozione, ma non si può parlare di mera sorpresa. Sarebbe riduttivo e farebbe torto ad un proprietario, Oreste Vigorito, appassionato e determinato al punto da aver investito fiumi di denaro negli anni e di non aver mai mollato neanche quando la promozione in B pareva una sorta di tabù. Affidando al direttore sportivo, Di Somma, un budget ampio, Vigorito ha sempre puntato in alto e negli ultimi anni ha abbinato alle munifiche campagne acquisti per la prima squadra investimenti ancor più importanti per il settore giovanile. Il Benevento è l’esempio e la dimostrazione che la perseveranza paga. Ha speso tanto, ha incassato tante delusioni e subito pure parecchi sfottò, ma da ieri sera è in serie A e pregusta il derby col Napoli e le sfide con Juve, Milan, Inter e Roma. Le scene di legittima esultanza andate in onda ieri dopo la gara col Carpi, decisa da un gol di Puscas, giunto in prestito dall’Inter, hanno fatto il giro dello Stivale ed a Salerno hanno suscitato reazioni disparate. Di sicuro, al di là del fatto che l’erba del vicino sia sempre più verde, c’è da prendere atto che dare la scalata alla massima serie non sia roba riservata ai soliti squadroni, alle cosidette nobili decadute o alle retrocesse con tanto di paracadute. Spal e Benevento hanno lavorato nell’ombra, con determinazione condita da una sana ambizione e, forse, da un pizzico di follia perchè per perseguire grandi traguardi occorre essere spregiudicati, magari un po’ folli nel senso migliore del termine. A Salerno i tifosi hanno voglia di sognare, di vivere stagioni da protagonisti e non semplicemente di sopravvivere galleggiando nel mare magnum della serie B. Alla società non si chiede di vincere punto e basta, ma di gettare solide fondamenta per poterci provare. Perché il calcio è programmazione, ma anche sogno e non bisogna aver paura di pensare in grande. Nel 2015 la Salernitana beffava il Benevento per la promozione diretta in B, due anni dopo gli stregoni sanniti festeggiano una storica serie A. Se è vero che, come si dice, la ruota gira,  è pur vero che, a volte, c’è bisogno di qualcuno che abbia voglia di farla girare. Nulla, infatti, accade per caso.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto

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