Da simbolo dell’inquinamento a modello di rinascita ambientale. Il Fiume Sarno, per decenni tra i corsi d’acqua più contaminati d’Europa a causa di scarichi incontrollati, colori anomali e odori nauseabondi, è oggi un esempio concreto di riqualificazione e riscatto del territorio.
A raccontare questa trasformazione è il docufilm Fiume Madre, diretto da Giuseppe Alessio Nuzzo, che è stato proiettato questa mattina a Pompei nell’aula De Simone del Liceo Pascal. L’iniziativa, promossa dall’Ente Idrico Campano in collaborazione con Gori, ha dato il via a un ciclo di incontri nelle scuole del territorio sarnese-vesuviano.
Non una semplice visione, ma un percorso educativo per parlare ai giovani rendendoli protagonisti della tutela del territorio, con la consapevolezza che l’ambiente è prima di tutto la nostra casa: il docufilm è diventato uno strumento per spiegare alle nuove generazioni il valore della tutela ambientale e della gestione sostenibile delle risorse idriche. La proiezione questa mattina è stata accompagnata dalla presentazione dei risultati raggiunti affidati al presidente dell’Ente Idrico Campano Luca Mascolo, per Gori al presidente Sabino De Blasi.
“Abbiamo scelto questa scuola per la sua vocazione alla transizione ecologica – ha spiegato il presidente Luca Mascolo – perché il lavoro fatto sul Sarno dimostra che, nonostante decenni di criticità e proteste, oggi possiamo raccontare un cambiamento reale”.Un percorso lungo oltre quarant’anni, segnato da carenze infrastrutturali e comunità prive di adeguati sistemi fognari, che dal 2020 ha visto una svolta decisiva grazie a interventi mirati e alla collaborazione tra enti e territorio.
Tra i protagonisti dell’iniziativa anche la dirigente scolastica Filomena Zamboli e l’esperto di riqualificazione ambientale Carmine Ferrara, insieme ai rappresentanti istituzionali coinvolti nel percorso di risanamento. Dopo la tappa di oggi a Pompei, il tour proseguirà il 22 maggio a Castellammare di Stabia, al liceo Francesco Severi.

