Legambiente Campania ha depositato le proprie osservazioni nell’ambito del procedimento di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale delle Fonderie Pisano, riportando al centro del confronto due questioni che l’associazione considera decisive: quale sia la situazione di riferimento da assumere nelle valutazioni ambientali e se la Conferenza dei Servizi debba esprimersi sull’intero progetto presentato dall’azienda o su una sua sola parte.
Per Legambiente non si può prescindere dal fatto che l’impianto è fermo dal marzo 2026, a seguito del rigetto del progetto di riesame disposto dalla Regione Campania. Una condizione che, secondo l’associazione, rappresenta il quadro di riferimento da cui partire per qualsiasi valutazione sull’eventuale futuro dell’impianto. In altre parole, la situazione ambientale attuale non può essere considerata una parentesi temporanea, ma il punto di partenza concreto sul quale misurare impatti, benefici e criticità delle eventuali soluzioni proposte.
L’associazione richiama inoltre l’attenzione sulla richiesta avanzata dall’azienda di procedere per fasi, con un primo via libera immediato e una valutazione successiva degli interventi restanti. Una scelta che Legambiente ritiene problematica perché rischia di frammentare l’analisi di un progetto che finora è stato esaminato dalle amministrazioni come un intervento unitario. Per questo chiede che la Conferenza dei Servizi si pronunci sull’intero progetto, garantendo una valutazione complessiva e non parziale degli effetti ambientali e sanitari.
«Il nostro obiettivo non è la chiusura di una produzione, ma la costruzione di condizioni che garantiscano pienamente la tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro», dichiara Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania. «Per questo chiediamo che le valutazioni siano condotte con il massimo rigore e sull’intero progetto, partendo dalla situazione reale determinatasi dopo il provvedimento regionale del 2026. Ambiente e lavoro non sono interessi contrapposti: la vera sfida è renderli compatibili attraverso scelte trasparenti, credibili e fondate su dati e valutazioni complete».
Le osservazioni dell’associazione sono state scritte con il supporto tecnico giuridico degli avvocati Giuseppe Giarletta e Guido Lenza del Centro di Azione Giuridica di Legambiente.

