Anche se non lo afferma esplicitamente, la lettera diffusa oggi dal Vescovo di Salerno sembra rappresentare una risposta alla petizione online promossa dai fedeli della parrocchia di San Pietro in Camerellis, che nelle scorse settimane avevano chiesto la permanenza di don Francesco Quaranta alla guida della comunità.
Nel documento indirizzato al clero e alle comunità dell’Arcidiocesi, il Vescovo richiama infatti il principio che regola da anni la durata degli incarichi parrocchiali: nove anni, con possibilità di proroga a discrezione del Pastore diocesano. Una norma introdotta dalla Conferenza Episcopale Italiana nel 1983 e già applicata dal predecessore, mons. Luigi Moretti.
Il Vescovo ricorda come, dal suo insediamento nel 2019, circa due terzi delle 163 parrocchie abbiano già vissuto un avvicendamento, e come un’ulteriore decina di comunità si prepari al cambiamento a partire dal prossimo settembre. Una scelta che – spiega – risponde a motivazioni pastorali, organizzative e spirituali, e che va sempre letta nella visione complessiva della diocesi.
La lettera sottolinea anche il valore del cambiamento come opportunità di crescita, sia per i fedeli sia per i sacerdoti: un’occasione per “rimettersi in discussione”, trovare nuovi stimoli e riscoprire l’essenziale della propria vocazione. Ai presbiteri, il Vescovo rivolge un passaggio diretto, invitandoli a vivere l’obbedienza non come perdita, ma come spazio di libertà interiore e rinnovamento.
Pur senza citare casi specifici, il messaggio arriva in un momento in cui la comunità di San Pietro in Camerellis ha espresso pubblicamente il desiderio di mantenere don Francesco Quaranta, dopo anni segnati da pandemia, lavori strutturali e una ripresa pastorale percepita come appena consolidata.
Il Vescovo conclude la comunicazione con un appello alla comprensione e alla benevolenza, rinnovando gratitudine e vicinanza a tutte le realtà parrocchiali dell’Arcidiocesi.

