JALLOW IL GESTACCIO, LA REAZIONE E LA… MULTA

La vittoria, sofferta, soffertissima, contro il Crotone riesce a passare quasi in secondo piano per via dei gestacci di Jallow che entra-segna e zittisce il settore distinti scatenando la reazione della gente dell’Arechi. Come se non bastasse l’attaccante gambiano a fine partita, vinta dai granata al cardio palmo, perde completamente la testa rivolgendosi a muso duro contro la curva nonostante i tentativi di alcuni dirigenti granata di portarlo – letteralmente di peso – negli spogliatoi.

Inutile dire che la reazione ha scatenato le ire della gente che prima ha chiesto a Ventura di sostituirlo e poi alla società di allontanarlo. C’è di più. Un centinaio di tifosi ha atteso che la squadra uscisse dallo stadio per manifestare ferocemente il proprio disappunto nei confronti dell’attaccante. Il pullman sociale è stato preso di mira, ma per fortuna – fatta eccezione per qualche parola grossa – tutto è filato liscio.

Il day after è oggi. La Salernitana prenderà provvedimenti nei confronti dell’attaccante: in arrivo una multa salatissima nei confronti del giocatore che ha violato comunque un regolamento interno. Rispedita al mittente, invece, l’ipotesi – chiesta a gran voce da molti tifosi – di un allontanamento del giocatore o di un provvedimento da… fuori-rosa. Niente di tutto questo. Altro discorso, poi, è l’imminente finestra del mercato di gennaio. Ma su questo incideranno e tanto le prossime partite fino al giro di boa e l’opinione di Ventura. Staremo a vedere.

Certo è che lo sgradevole spettacolo andato in scena dopo la rete del pareggio e, peggio ancora, al triplice fischio finale non è stata affatto edificante in un momento assolutamente delicato per i colori granata e tutt’altro che felice. Jallow dovrebbe ricordarsi di essere sempre e comunque un professionista e comportarsi da tale. Sia quando arrivano gli applausi, sia quando arrivano i fischi. E’ una legge vecchia quanto il mondo. Del calcio e non solo. Se poi c’è dell’altro, il giocatore avrebbe fatto bene a manifestare il proprio dissenso immediatamente e non dopo aver segnato un gol o dopo una vittoria soffertissima. Tant’è.

Autore dell'articolo: Eugenio Marotta

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