LA B SI CONFERMA VETRINA DI TALENTI

Niente nomi altisonanti, niente investimenti ingenti: il calcio si può fare – e bene – anche e soprattutto con la forza delle idee. Basta avere la competenza necessaria e la voglia di rischiare ed il gioco è fatto. Prendete il Crotone che ha scommesso su un manipolo di ragazzini ed ha ingaggiato il centravanti croato Budimir dai tedeschi del St. Pauli, per non dire di Barberis, che era senza contratto dopo il fallimento del Varese e che in Calabria ha ritrovato pure il gioiellino Capezzi, di proprietà della Fiorentina. E che dire del Brescia, costruito praticamente a costo zero? Embalo e Kupisz, provenienti da Palermo e Chievo, Gejio, ingaggiato dall’Udinese, oltre ai talenti del vivaio, Morosini e lo stesso Coly su tutti sono esempi eclatanti. Basta poco, insomma. Chiedere al Trapani che ha scovato Citro in serie D e poi ha scoperto il talento di Coronado nel campionato maltese. Il Modena ha steso il Novara grazie ad una doppietta di Luppi, uno che due anni fa giocava nella Correggese in serie D. L’Avellino realizzerà una sostanziosa plusvalenza con la futura cessione di Trotta, ma ha saputo pescare in Belgio il talentino Bastien e si gode Biraschi, colpo a parametro zero del diesse De Vito che prosegue la tradizione di difensori dal futuro assicurato dopo i vari Bittante, Zappacosta, Pisacane, Izzo. Finanche la corazzata Cagliari ha nei suoi ranghi giovani del vivaio, come Barella, o prelevati in prestito, Tello, Cerri, Barreca. L’Entella si gode Keita, terzino preso a parametro zero dal diesse Superbi dopo essere stato lasciato libero dal Monaco. Su di lui c’è l’interesse di molti club di serie A. La Ternana, dopo Avenatti, si coccola Falletti, mentre a Cesena sta sbocciando il talento di Sensi, autentico leader del centrocampo di Drago. E gli esempi potrebbero proseguire all’infinito o quasi. La B, insomma, è anche e soprattutto questo. Una vetrina, un’occasione per i giocatori ma anche per i dirigenti che possono mettere alla prova la loro competenza e far quadrare i conti delle società per cui lavorano.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto