QUANDO LA SOSTA ASSOMIGLIA AD UN RITIRO

Una sosta così lunga nel bel mezzo del girone di andata è una circostanza insolita con la quale addetti ai lavori e tifosi stanno facendo i conti. L’anomalia riguarda la Salernitana, costretta a star ferma una settimana in più rispetto alle altre compagini cadette per via del fatto che il calendario le ha riservato il turno di riposo proprio dopo la sosta per le nazionali. Se i tifosi non vedono l’ora che la loro squadra torni in campo, di certo Stefano Colantuono sa che uno stop così lungo porta con sé benefici ma anche incognite. Stare fermi tre settimane, senza poter neanche disputare una gara amichevole con un avversario che non sia la formazione primavera, rischia di far perdere il ritmo, perciò in allenamento il tecnico sta cercando di mantenere sempre alta l’intensità, pur sapendo che la partita è un’altra cosa. Bisogna, però, fare di necessità virtù, visto che non è stato possibile arruolare un avversario di un certo spessore per disputare un’amichevole nel prossimo fine settimana, quando tutti i campionati riprenderanno. La Salernitana resterà ancora a guardare, in attesa di tornare in campo il primo dicembre a Cittadella. Questa sosta così lunga diventa quasi un nuovo ritiro ed è in parte così se si pensa che Colantuono ha accolto diversi calciatori del suo organico solo al termine del mercato estivo. Di Gennaro, gli Anderson, Migliorini, ma anche Jallow, Djuric e Di Tacchio ed i due portieri hanno saltato il ritiro, anche se alcuni di questi calciatori hanno svolto la preparazione con altre squadre, per cui la sosta è servita per un richiamo atletico o per recuperare gli infortunati. Ora, ad eccezione di Bernardini, la rosa è al completo e questa è una bella notizia per Colantuono in vista dell’intenso mese di dicembre che si prospetta. La sosta è anche l’occasione per sperimentare ancora sotto il profilo tattico, perchè nel prossimo futuro la Salernitana non rinuncerà a Di Gennaro al quale l’allenatore sta trovando posto nel suo scacchiere. La soluzione dovrebbe essere quella già escogitata contro Livorno e Venezia. Di Gennaro mezz’ala con ampia libertà di svariare, Di Tacchio a protezione ed un altro centrocampista incaricato di dare equilibrio. Odjer ed Akpa potrebbero risultare a tal fine più indicati rispetto a Castiglia, Mazzarani e Palumbo. Tuttavia, con sei gare in un mese, ci sarà spazio per tutti. In attacco, invece, si spera che Jallow e Djuric comincino a rendere per quelle che sono le loro potenzialità ed anche secondo le aspettative estive della società e del tecnico che ripartirà da Bocalon.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto