LA STORIA SI RIPETE: ANCHE DZICZEK ARRIVA DALLA LAZIO,MA COSI’ LA SALERNITANA NON COSTRUISCE PER IL FUTURO

Patryk Dziczek ha cominciato oggi la sua avventura in Italia. Visite mediche alla Paideia, firma del contratto con la Lazio e poi rotta su Salerno. Il centrocampista polacco arriverà in prestito alla corte di Gianpiero Ventura, allenatore scelto da Lotito per dare un gioco ed un’anima alla Salernitana, ma anche per svezzare i talenti di casa Lazio, pescati in giro per il mondo dal diesse Tare. Nell’estate del post Centenario, si è puntato sui ventenni e fin qui tutto giusto, ma c’è un problema di fondo. Kafro, Kyine, Lombardi, finanche Maistro ed ora Dziczek seguono in granata i vari Strakosha e Luiz Felipe ed anche lo stesso Andrè Anderson, perchè a Salerno sono di passaggio in quanto di proprietà della Lazio e non possono, dunque, generare ricchezza sul piano economico per il club granata che negli ultimi anni ha tratto benefici per il suo bilancio dalle operazioni Casasola e Sprocati, ma anche dalla cessione di Coda ed avrebbe potuto realizzare una plusvalenza importante anche con quella di Donnarumma, se con il bomber di Torre Annunziata non si fosse arrivati ai ferri corti per il rinnovo. Un club di B deve potersi sostenere con le sue forze e proprio la valorizzazione dei talenti è una risorsa importante. E’ chiaro che dal punto di vista tecnico la benedizione della Lazio può giovare perchè consente di arrivare a calciatori che, altrimenti, potrebbero prendere altre strade, ma è un discorso che non va oltre l’orizzonte temporale di una stagione, impedendo di costruire qualcosa che duri nel tempo perchè non si crea mai una vera base, non si dà mai una prospettiva pluriennale e si ricomincia quasi da zero ogni anno ed al massimo ci si ritrova ad avere tra i calciatori di proprietà elementi in là con gli anni, che rappresentano più dei costi che delle possibili risorse. E lo dimostrano le enormi difficoltà che la Salernitana sta incontrando per piazzare Perticone e Rosina, due veterani, mentre potrebbe sbloccarsi qualcosa per Signorelli che potrebbe accordarsi col Voluntari, club della massima serie della Romania con cui ha giocato nella seconda metà della scorsa stagione. Anche Lopez, che ha due anni di contratto, Calaiò e Djuric sono in lista di sbarco, ma costi e durata dei contratti in alcuni casi scoraggiano quei club che avrebbero una mezza idea. Sarebbe clamorosa, poi, la formula del possibile approdo in granata del terzino destro Vitturini, che dal Pescara passerebbe alla Juventus in cambio di Kastanos e che poi dal club piemontese sarebbe girato in prestito alla Salernitana, come se il club granata non potesse permettersi di ingaggiare a titolo definitivo nemmeno un giovanotto reduce da una stagione in terza serie e protagonista all’Arechi di recente con la nazionale universitaria. Per costruire qualcosa che duri occorre creare una base, investire, creando i presupposti per produrre ricchezza. Lotito aveva promesso una più netta separazione tra i suoi due club, sottolineando come la Salernitana avrebbe avuto una sua indipendenza che, invece, non è riscontrata nei fatti. Con quali calciatori il club granata potrà realizzare plusvalenze importanti a stretto giro visto che i giovani in dotazione a Ventura sono di proprietà della Lazio? Perchè il club granata non investe e si limita a caricarsi di contratti pesanti di calciatori ormai in età avanzata? La svolta promessa dai patron non c’è stata neanche sotto questo aspetto. Ciò non vuol dire che i calciatori dirottati a Salerno non siano validi o utili, ma non essendo di proprietà non possono che essere di passaggio, destinati ad altri palcoscenici comunque vada la loro parentesi granata.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto