MENICHINI E L’EFFETTO DOMINO: ORA FABIANI E’ SULLA GRATICOLA

Leonardo Menichini ha già preso contatto con il gruppo granata che preparerà la gara di Pescara in ritiro. Nel Lazio, lontano da Salerno ed anche dalla capitale, la squadra granata dovrà recuperare energie mentali e fisiche per poter affrontare nel modo migliore la partita dell’Adriatico. Anche in occasione del suo primo ritorno a Salerno, Menichini debuttò contro il Pescara, all’Arechi, però, pareggiando due a due. Un pareggio sarebbe un risultato utile anche sabato, perchè l’obiettivo per cui Lotito ha chiamato Menichini è quello di centrare in qualsiasi modo la salvezza. Meglio se in via diretta, ma, di certo, anche ai playout sarebbe importante. Il terzo mandato a Salerno per Leonardo Menichini sarà sicuramente quello più breve, visto che c’è una sola gara di campionato ma potrebbe allungarsi non solo per eventuali playout ma anche perchè, in caso di salvezza, ipotesi che tutti si augurano possa verificarsi, il trainer di Ponsacco sarebbe in sella anche per la prossima stagione. Nel 2014 Menichini fu chiamato a pochi giorni dal via del campionato di Serie C per sostituire Mario Somma. Nel successivo torneo cadetto, l’ex trainer del Crotone rilevò Torrente all’inizio del girone di ritorno. Dopo la promozione, Menichini centrò anche la salvezza ed ora punta a conservare la serie B dando ulteriore forza e sostanza al risultato conseguito nel 2015. Evitare la retrocessione e conquistare la conferma anche per la stagione successiva dopo gli addii a missione compiuta delle sue due precedenti avventure a Salerno. Menichini ci crede ed ha ottenuto massime garanzie da Lotito che lo ha convinto a tornare in una lunga telefonata mentre era in viaggio per Madrid. Solo al ritorno dalla Spagna, Lotito firmerà il contratto e si avrà l’annuncio ufficiale del ritorno di Menichini che, di sicuro, in caso di salvezza e di sua permanenza in panca non sarà affiancato da Angelo Fabiani. Con il ds plenipotenziario i rapporti non sono mai stati buoni e non è un mistero che il tecnico di Ponsacco sia stato scelto sempre da Lotito. Anche stavolta è andata così tanto che da giorni il ds si è defilato, preferendo, come da copione, adottare un profilo basso, restando nell’ombra ed attendendo gli eventi. Lotito e Mezzaroma stanno valutando anche la sua posizione e, soprattutto, starebbero attendendo un gesto forte da parte di Fabiani che è a Salerno dal 2014 e che nei quattro campionati di B disputati non è mai riuscito a dare continuità dal punto di vista del progetto tecnico. Restii da sempre all’esonero, provvedimento, però, adottato nel caso di Gregucci, i patron si aspetterebbero un passo indietro da parte dell’operatore di mercato, che, al di là del budget di cui ha potuto disporre in sede di mercato, ha clamorosamente toppato la campagna di gennaio, da cui la Salernitana è uscita indebolita sul piano della qualità. Menichini è al suo terzo mandato in granata ed è il terzo allenatore stagionale. Non è un record perchè nel 2009 la Salernitana di Lombardi e Murolo partì con Castori, poi rimpiazzato da Mutti, a sua volta esautorato per far di nuovo posto a Castori che poi venne di nuovo scaricato in favore di Brini. Ed anche in quella stagione la direzione sportiva era in capo ad Angelo Fabiani. Corsi e ricorsi ed una speranza che nell’occasione più importante la Salernitana possa sfatare il tabù Pescara, dove per l’ultima volta ha vinto nel 2005 quando in panchina c’era, ironia della sorte, Angelo Gregucci. Ora tocca a Menichini salvare il salvabile, ripartendo dal 3-5-2 magari immaginando una più oculata gestione delle forze, specie in attacco dove Calaiò e Rosina potrebbero essere impiegati in corsa con Djuric punto fermo e Jallow suo possibile partner. Mai come sabato più che gli uomini conterà la voglia. La Salernitana dovrà giocare con lucida disperazione per espugnare l’Adriatico e lasciarsi alle spalle un campionato da incubo che, però, ha ancora un capitolo da scrivere. Il più importante prima di tuffarsi nel futuro che, a prescindere dalla categoria, dovrà partire su basi diverse perchè un’epoca è finita e bisogna prenderne atto. Piaccia o non piaccia.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto

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