MULTIPROPRIETA’: LA FIGC DICE STOP PER IL FUTURO

Finisce l’era della multiproprietà nel calcio italiano. Ieri, infatti, il Consiglio Federale ha stabilito che non sarà più possibile in futuro che due società nel mondo professionistico facciano capo ad uno stesso proprietario. La novità rilevante sta nel fatto che il divieto scatterà anche nel caso in cui un club dovesse passare dai dilettanti al professionismo. E’ il caso di Salerno, Mantova e Bari, che, dunque, in futuro non si potrà ripresentare. La modifica dello statuto federale in materia di acquisizioni di società non tocca ovviamente le situazioni pregresse. La validità della norma non è retroattiva e, del resto, trattandosi di società private è evidente che nessuno possa obbligare un imprenditore a disfarsene dalla sera alla mattina. Lo stop alla multiproprietà per il futuro in ambito professionistico, a prescindere dalle categorie di appartenenza, stoppa, ad esempio, le voci sull’ingresso di Ferrero, già proprietario della Sampdoria, nel Palermo. A meno che quest’ultimo non ceda proprio il club doriano. Resta da capire se ci saranno interventi del consiglio federale sulle noif in merito al grado di parentela ed anche in merito al caso in cui due società facenti capo alla stessa persona si trovino nella medesima categoria. Al momento, le norme imporrebbero, in tal caso, all’imprenditore in questione di cedere entro 30 giorni una delle due società. Se Gravina, presidente Federale, ma anche i presidenti delle Leghe di B e C, Balata e Ghirelli, non vedono con favore l’istituto della multiproprietà resta da capire perché mai finora il problema non sia mai stato affrontato e, al tempo stesso, come saranno viste le situazioni acquisite che, da una parte, sono pienamente legittime in punta di diritto e, dall’altra, da oggi in poi saranno delle eccezioni rispetto alla normativa che vieta la multiproprietà.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto