OMICIDIO CAPACCHIONE: MAGLIACANO HA CONFESSATO –

Vincenzo Magliacano, il cinquantasettenne di Baronissi che ha ucciso il sessantatreenne imprenditore, Biagio Capacchione, ha confessato senza però svelare il movente del delitto. L’uomo è stato arrestato a Caprecano, una frazione di Baronissi, ad un paio di chilometri dal luogo dell’efferato omicidio. Assistito dall’avvocato Massimo Ancarola, Vincenzo Magliacano ha reso la confessione al pm Angelo Rubano della Procura di Nocera; convalidato l’arresto gli è stata contestata anche l’aggravante della premeditazione visto che avrebbe teso un agguato alla vittima. La pista seguita dai carabinieri è quella di vecchi rancori trascinatisi per anni dopo che i due avevano lavorato a stretto contatto di gomito uniti, peraltro anche da vincoli affettivi oltre

che professionali. Entrambi meccanici, dopo un periodo di collaborazione, pur mantenendo buoni rapporti, i due avevano dato vita ad attività autonome e concorrenti nel settore automobilistico. Cosa sia potuto accadere nell’ultimo periodo è ora al vaglio della magistratura e dei militari dell’arma che stanno scandagliando la vita privata e lavorativa di entrambi oltre a ricostruire i rapporti tra i due imprenditori. Sembrano, intanto, esserci pochi dubbi sulla dinamica dell’omicidio consumatosi ieri intorno alle 8. Biagio Capacchione era sceso dalla sua abitazione in via Enrico Berlinguer a Sava di Baronissi avviandosi a piedi verso casa della madre, distante una cinquantina di metri, per andarla a salutare, imboccata una strada secondaria si è imbattuto in una Lancia Delta guidata da Magliacano che, abbassato il finestrino, ha esploso due colpi di fucile che lo hanno raggiunto al torace e di striscio alla testa. Capacchione, ferito e sanguinante, ha percorso alcuni metri verso casa sua, soccorso da moglie e figlio ha avuto il tempo di indicare l’autore dell’agguato, vana – poi – la corsa verso il Ruggi D’Aragona. Nel frattempo Magliacano, a bordo dell’auto raggiungeva la frazione di Caprecano. Abbandonata la vettura davanti alla casa di suo padre, l’omicida è scappato a piedi tra i sentieri portando con sé il fucile. Una fuga durata poco. Individuato dai carabinieri dopo una breve attività di ricerca, l’uomo si è consegnato senza opporre resistenza.

Autore dell'articolo: Marcello Festa