Il progetto Porta Ovest torna al centro del dibattito a Salerno. A sollevare dubbi e contestazioni sono i gruppi consiliari Avs, Movimento 5 Stelle e Salerno Democratica, nel corso di una conferenza stampa questa mattina a Palazzo di Città. Al centro della vicenda, un’opera bandita nel 2007 per migliorare la viabilità portuale e il collegamento con il viadotto Gatto, che nel tempo avrebbe subito profonde modifiche rispetto all’impostazione originaria.
I numeri evidenziano l’evoluzione dell’intervento: dai circa 116 milioni di euro iniziali si è passati a circa 200 milioni, mentre i tempi si sono allungati da meno di due anni a oltre tredici.
La realizzazione delle gallerie, senza il completamento degli svincoli e dei raccordi, ha inoltre lasciato l’infrastruttura priva della piena funzionalità. Già nel 2022, ha ricordato Lanocita l’Anac aveva richiamato la necessità di completare le opere complementari nei tempi previsti.
Ulteriori perplessità riguardano l’iter autorizzativo, i pareri di enti come Soprintendenza, Anas e Autorità di Sistema Portuale e le procedure per gli espropri. Nel 2025, la proposta di delibera relativa al vincolo preordinato all’esproprio fu ritirata in due occasioni.
Secondo i gruppi consiliari, prima di procedere è necessario chiarire le competenze, verificare le soluzioni viabilistiche e completare gli accertamenti ambientali e paesaggistici, acquisendo tutti i pareri necessari.

