PORTO DI SALERNO, CROCEVIA DI TRAFFICI. NUOVO ALLARME SICUREZZA –

I sette arresti eseguiti ieri dalla Guardia di finanza di Salerno, che vedono coinvolti anche un finanziere ed un poliziotto,  due ausiliari della dogana ed uno spedizioniere  con un gruppo criminale transnazionale che  avrebbe aggirato i controlli doganali, anche attraverso l’accesso abusivo al sistema informatico dell’Agenzia delle Dogane, scoperto dalle indagini coordinate dalla Procura di Salerno, rimettono nuovamente in discussione il sistema di sicurezza nel porto di Salerno.

A distanza di tempo da significativi sequestri di droga ma anche di rifiuti, lo scalo salernitano ancora una volta fa emergere che a prescindere dalla telecamere di videosorveglianza, della presenza con presidi di forze dell’ordine ed addetti alla sicurezza,  il porto di Salerno potrebbe avere altri canali che farebbero baipassare eventuali ostacoli per far arrivare ed uscire merce di vario genere.

E fu proprio il procuratore capo del Tribunale di Salerno Giuseppe Borrelli all’indomani del sequestro  avvenuto nel giugno 2020 nel porto di Salerno, di oltre 17 tonnellate di stupefacenti (hashish e captagon) che portò e all’individuazione di una sofisticata associazione, con basi in Albania, Italia e Svizzera, finalizzata all’importazione di grandi quantitativi di cocaina e hashish dal Sudamerica e dal Nordafrica,  a definire incomprensibile ed insostenibile l’assenza di controlli nel Porto di Salerno. E quello di allora,  di persone che si introdotte all’interno dell’area del porto dirigendosi a container specifici per ritirare la droga, potrebbe non essere lontana da altri episodi simili che potrebbero avvalorare il sospetto che ci sia un “sistema” in grado di far sbarcare carichi preziosi senza problemi.

Si è parlato piu’ volte di  falle nel sistema di sicurezza, le indagini portate a termine dagli investigatori ancora una volta oggi confermano che ci sono delle aperture che sfuggono ai controlli.

Lo scorso mese di febbraio fu proprio l’autorità portuale di Salerno ad annunciare che  porto di Salerno si  riorganizzavano gli ingressi ma soprattutto si potenziava la sorveglianza., annunciando un ampio progetto di security con il posizionamento di telecamere perimetrali lungo tutto il porto.

Ma il problema non risiede solo nel sistema di videosorveglianza e nei sistemi di antintrusione basati su sensori di presenza e movimento,  quanto anche sulla presenza di persone esterne e personale ai vari livelli “infedeli”.

 

Autore dell'articolo: Barbara Albero