SALERNITANA: CHIAREZZA PER IL FUTURO–

La prima settimana con Stefano Colantuono alla guida delle operazioni si è conclusa con una sgambatura con la formazione Under 19 allenata da Boccolini. Il test è terminato con il punteggio di tre a uno per la prima squadra che si ritroverà dopo un paio di giorni di riposo per cominciare a preparare la trasferta del primo aprile a Bologna. La Primavera, invece, andrà in campo il 29 marzo quando ospiterà al Volpe il Monopoli. Gli impegni previsti in calendario sono importanti e vanno onorati, ma ormai a tenere banco è il futuro oltre il terreno di gioco e, soprattutto, oltre l’orizzonte temporale di maggio. Quando il massimo campionato sarà andato agli archivi, la Salernitana dovrà già avere ben chiari in mente i passi da compiere. Il presidente Iervolino sta rilasciando a cadenza settimanale interviste che toccano vari temi, ma che ancora non hanno sviscerato le sue intenzioni circa il futuro. Il corteggiamento nei confronti della piazza e della tifoseria prosegue e sembra essere una strategia finalizzata ad ottenere ancora fiducia e consenso a prescindere. Il punto, però, è che il calcio è fatto di risultati e che quando le cose vanno male non si può pensare che i tifosi assistano in silenzio al disastro tecnico e gestionale come quello che s’è compiuto nel caso specifico durante la stagione, né si può pretendere che l’ambiente non attribuisca responsabilità a chi guida il club. Sicuramente tutti hanno la loro fetta di responsabilità, ma deleghe e margini di azione in autonomia all’interno della Salernitana sono stati sempre ben delimitati. Comunque sia andata, è ormai inutile provare a scaricare le responsabilità su chi non opera più per la Salernitana. Allenatori e dirigenti hanno sicuramente contribuito alla pessima riuscita del campionato in corso, ma la società dovrebbe comprendere che solo assumendosi pubblicamente tutte le colpe si potrà ricominciare. E, cosa ancor più importante, l’eventuale nuovo inizio dovrà essere improntato alla chiarezza di idee e nella comunicazione delle stesse. Se le parole fanno testo ed hanno un peso, quelle dei giorni scorsi dell’ad Milan in merito alla scelta delle nuove figure dirigenziali sono servite a chiarire che si terrà conto della compatibilità delle stesse con la volontà del club di andare avanti con un occhio alla sostenibilità, seguendo la strada dell’autofinanziamento. In parole povere, se tanto ci dà tanto, ciò significa che bisognerà allestire la squadra con le risorse che deriveranno dal mercato in uscita in via principale. Se è questa la strada, allora sarà ancor più importante scegliere i profili giusti con cui riempire le caselle di un organigramma al momento quasi sguarnito e, soprattutto, prima di tutto ciò, comunicare con estrema chiarezza alla tifoseria programmi, intenzione e strategie. Premessa a tutto ciò, poi, sarà quella di precisare se si abbia intenzione di proseguire nel progetto senza esitazioni. Insomma, Iervolino vuole continuare? Ed allora è giusto dire che non c’è un clima di smobilitazione. Iervolino, al contrario, vuole legittimamente valutare tutte le ipotesi, comprese eventuali offerte per cedere il club? Nessun problema. Basterà essere chiari e trasparenti verso quei tifosi che hanno dato fiducia al club in questi due anni e mezzo, investendo il loro tempo ed il loro denaro in nome di una passione, quella che dovrebbe spingere anche chi ha a che fare con capitali e numeri a muoversi nel mondo del calcio tenendo ben presente che esso resta un’azienda atipica, fatta di uomini e sentimenti prima che di tutto il resto.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto