SALERNITANA: LA RICETTA DI BOLLINI

Sannino li aveva abbracciati e portati sotto la curva sud dell’Arechi, lui li ha battuti a domicilio. Alberto Bollini ha guidato la Salernitana a due pesanti affermazioni esterne, contro l’Entella di Breda ed il Pisa di Gattuso, che hanno permesso ai granata di calare un poker di successi sul tavolo di un campionato che, dopo la sconfitta interna con la Spal, sembrava dovesse riservare altre delusioni e sofferenze e che, dopo le ultime cinque gare in cui hanno conquistato tredici punti, li vede in piena corsa per i playoff. In apparenza quella della Salernitana è una vera e propria metamorfosi, perchè i numeri e le prestazioni delle ultime cinque giornate indurrebbero a pensarla così. Come sempre, però, la verità sta nel mezzo e, dunque, la versione più plausibile per spiegare la rinascita primaverile di una squadra che era reduce da un inverno grigio con pochi, isolati bagliori potrebbe essere questa: la Salernitana aveva intrapreso con Bollini un percorso nuovo quanto lungo e difficile perchè doveva scrollarsi di dosso ansie ed insicurezze della precedente gestione e perchè il nuovo allenatore doveva avere il tempo necessario per capire ed anche per sbagliare. Perchè è proprio dagli errori commessi in prima persona che si apprende di più e più velocemente e Bollini è stato intelligente ed attento ed ha capito come dovesse essere gestito Rosina, ad esempio, ha trovato l’assetto migliore in difesa ed ha, soprattutto, fatto sentire tutti importanti. Ci sono giocatori che giocano di più, ma nessuno si sente escluso. Zito, Tuia, Sprocati hanno atteso il loro momento ed hanno trovato spazio quando lo hanno meritato. Umiltà, sacrificio, spirito di gruppo: così Bollini ha plasmato la Salernitana, concepita in estate senza un progetto ben preciso, facendola diventare squadra e, dunque, capace di andare oltre i propri limiti e di sfruttare i suoi pregi. Ora i playoff sono ad un passo, ma, come sempre, proprio quando il traguardo si avvicina c’è bisogno di dare ancora di più e, al tempo stesso, di mantenere la calma. Domani all’Arechi arriverà il Cittadella, forse l’avversario peggiore che potesse capitare e non solo per i precedenti in cadetteria che non sono dei migliori ma anche perchè, tra quelle che lottano per i playoff, ha meno pressioni e può giocare con maggiore spensieratezza. Bollini potrebbe rinunciare a Perico e rimpiazzarlo con Bittante sull’out destro difensivo, mentre in mediana Ronaldo dovrebbe riprendere posto in cabina di regia. In attacco Coda è il punto fermo, Rosina cerca posto anche se un suo utilizzo part time potrebbe essere più proficuo. In partenza il tridente potrebbe essere completato da Donnarumma e Sprocati. Tutti, però, potranno dare il loro apporto e lo farà anche il pubblico. Dopo aver superato il tetto dei diecimila per la gara con l’Ascoli, anche domani sera l’Arechi sarà carico e gremito per spingere la Salernitana ancora più in alto. Ora è il momento della verità e, come ama ripetere Bollini, tutti sono importanti. In campo e fuori.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto

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