SALERNITANA: E’ MANCATA SOLO LA VITTORIA

La vittoria. E’ mancata solo quella alla Salernitana per centrare un dodici da favola. La squadra di Bollini allunga la serie positiva che ora conta, appunto, dodici risultati utili di fila, ma centra il sesto pareggio interno della stagione, il terzo consecutivo nel mese di novembre dopo quelli con Bari e Cesena. Quattro vittorie, dieci pareggi, una sola sconfitta: i ventidue punti conquistati finora dalla Salernitana sono un bottino soddisfacente, anche alla luce del fatto che nei due precedenti campionati cadetti i granata non erano mai arrivati ad incamerare così tanti punti a questo punto del girone di andata. Basti pensare che, due anni fa, la Salernitana di Torrente chiuse l’andata a venti punti, mentre lo scorso anno Bollini, subentrato a Sannino, arrivò al giro di boa con ventitré punti. Con sei giornate ancora da disputare prima della sosta, insomma, la Salernitana può considerarsi quasi a metà del suo cammino in ottica salvezza che resta il primo obiettivo da centrare. Per puntare più in alto, per restare là dove si trova adesso, cioè in piena bagarre playoff, la Salernitana dovrà recuperare il prima possibile i tanti infortunati perchè anche ieri è apparso evidente che i superstiti su cui Bollini ha potuto contare stanno accusando il peso della fatica. Giocare sempre e non avere ricambi non aiuta ed alcuni calciatori sono apparsi più appannati. Per di più l’assenza di Gatto ha privato Bollini di una pedina fondamentale perchè l’ex Ascoli ha cambio di passo ed accelerazioni più incisivi rispetto a Kiyine che ieri ha dato il suo contributo ma non ha certo spaccato la partita. Là davanti Rodriguez è stato meno ispirato che in altre occasioni, Bocalon ha avuto un guizzo importante in occasione del gol di Ricci, ma non ha ricevuto troppi palloni dentro l’area, mentre Rossi ha confermato di poter essere letale anche da subentrato ma ha solo sfiorato il gol e, nel finale, è rimasto un po’ isolato quando Bollini ha mandato in campo Di Roberto togliendo Bocalon. Tanto cuore, un po’ meno gambe rispetto ad altre occasioni: la Salernitana ci ha provato, ma ha pagato dazio alla stanchezza e ad una panchina ora come ora molto corta. Specialista in rimonte, la squadra di Bollini ha anche confermato le sue difficoltà a gestire il vantaggio, esercizio che richiederebbe un pizzico di cinismo e di qualità in più. Ma questa squadra sta già facendo tantissimo e, priva di Sprocati e Gatto, non aveva gli strumenti per colpire la Cremonese una volta che i grigiorossi s’erano allungati. I lombardi hanno segnato su palla inattiva ed il rammarico per i tre punti sfumati aumenta sia alla luce delle modalità con cui gli ospiti hanno pareggiato sia per la genesi del calcio piazzato concesso da Chiffi, visto che l’intervento di Pucino era apparso regolare. All’orizzonte ora ci sono due trasferte. A Cittadella mancherà per squalifica Vitale e Bollini spera nei recuperi di Tuia e Schiavi per completare la difesa a tre, ma potrà disporre anche di Popescu. Sulla corsia destra tornerà Gatto, mentre Sprocati potrebbe accelerare i tempi e rientrare tra i convocati. Sulla trequarti le sue giocate stanno mancando alla Salernitana ed anche in ragione dell’assenza dell’ex Crotone i risultati dell’ultimo periodo assumono una valenza ancora più rilevante. Se agli oltre undicimila dell’Arechi è rimasto un po’ di amaro in bocca per il pari di ieri, in fondo è buon segno: vuol dire che la gente ha capito che questa squadra ha un’anima, un’identità ed un impianto di gioco tali da poter legittimare qualche sogno che, fino a qualche tempo fa, pareva proibito.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto

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