SALERNITANA, NOTTE MAGICA –

È stata una Salernitana spigliata, autoritaria, padrona del campo per un tempo. I granata hanno disputato un primo tempo quasi perfetto, dando scacco matto ad una Juve confusa e disorientata dalla pressione alta e costante dei granata, bravi ad occupare bene il campo facendo girare la palla con efficacia e precisione. La presenza di Coulibaly in mediana e la forza d’urto di Dia in attacco, ma anche la sicurezza di Daniliuc al centro della difesa e la spinta sugli esterni di Candreva e Mazzocchi hanno stordito i padroni di casa, messi in mezzo dal palleggio e dalla corsa della squadra di Nicola. Il gol del vantaggio un manifesto del 352, lo sprint di Mazzocchi a sinistra e la zampata di Candreva sul palo opposto: da quinto a quinto, classico gol che gratifica il lavoro settimanale di un allenatore e premia la dedizione del gruppo. I tifosi granata hanno invitato con passione la squadra, ma l’hanno pure applaudita in maniera convinta per ciò che è stata capace di offrire in tema di gioco e sviluppo della manovra. Il tutto in casa della Juventus che aveva in campo campioni di primo piano, magari non in grado di esprimere un gioco corale, ma dal valore individuale notevole. Eppure, la Salernitana ha tenuto bene il campo, anzi ha dominato per un tempo, il primo, chiuso con merito sul doppio vantaggio grazie al perfetto rigore di Piatek. Nella ripresa qualcosa è cambiato, innanzitutto la Juve ha modificato il suo modo di stare in campo passando a sua volta al 352 e ha fatto ricorso ad orgoglio e mestiere per provare a raddrizzare la situazione che era quasi drammatica. Un eccesso di sicurezza in disimpegno di Lassana ha dato via libera alla sgasata di Kostic a sinistra. Cross del serbo e testata vincente di Bremer. Dimezzato lo svantaggio, la Juve ha aumentato la pressione e in più occasioni ha cercato di concludere verso Sepe. La Salernitana non è riuscita a dare ampiezza e profondità al suo gioco come nel primo tempo, ma ha comunque retto bene l’assalto bianconero. Proprio nel finale, però, Vilhena ha commesso un errore da matita rossa, causando il rigore da cui è scaturito il pari in due tempi di Bonucci. Poi il finale folle, con il tiro strozzato di Kastanos, la ripartenza juventina con la Salernitana un po’ sbilanciata. Il tiro di Fagioli, il corner, il gol di Milik e il parapiglia finale, per nulla sedato dalla Var. Alla fine pari che può paradossalmente star stretto ad entrambe le squadre. In una notte folle e magica può succedere anche questo. Anche se la prestazione e i valori tecnici e caratteriali espressi dai granata resteranno una pietra miliare di questa stagione. Ed ora testa al Lecce, ultimo impegno prima della sosta e step fondamentale per proseguire un percorso di crescita che a Torino si è avuta la conferma di quanto ben avviato sia.

Autore dell'articolo: Redazione