SAN MATTEO, AL CAPODANNO DEI SALERNITANI ANCHE ROCCO HUNT

È arrivato a sorpresa, proprio mentre la statua di San Matteo si preparava a lasciare il Duomo per iniziare la processione. Perché, nonostante tutto, “un Rocco Pagliarulo ci doveva essere”. Anzi, “ci deve stare sempre”. Rocco Hunt ha voluto esserci. Il cantante salernitano, che porta il nome del nonno Rocco Pagliarulo, scomparso nel dicembre scorso e storico portatore di San Matteo, ha fatto capolino davanti alla paranza, tra abbracci ed emozione. “Venivo qui sempre da bambino – ha raccontato – per me è un’emozione grande, lo è per tutta la città ma soprattutto per la nostra famiglia”. Una foto ricordo insieme al papà Giovanni Pagliarulo e poi via, lasciando spazio alla processione. Una processione che ha avuto soprattutto il volto delle famiglie e delle giovani generazioni. Mogli, figli e figlie hanno seguito i portatori lungo il percorso, con tanti bambini accanto alle paranze. Tradizioni che si tramandano e che continuano a vivere nel cuore della città. Il primo cittadino ha tracciato un bilancio positivo della giornata: corteo ordinato e partecipato, con tantissimi giovani protagonisti, che nel giorno di San Matteo hanno ritrovato e mostrato l’orgoglio di essere salernitani. Un solo rallentamento all’ingresso delle statue in piazza Cavour, per il tradizionale saluto al mare. Ha funzionato il piano di sicurezza, con forze dell’ordine e volontari impegnati anche nelle complesse manovre delle statue nell’area davanti a Palazzo Sant’Agostino, ancora in parte interessata dai lavori. Come da tradizione, poi, l’ingresso nell’atrio del Comune di Salerno, dove ad attendere le statue c’erano il sindaco, assessori e tantissimi consiglieri comunali. E non è mancato il richiamo alla Salernitana: San Matteo addobbato con fiori di protea granata e i colori della città a ricordare ancora una volta il forte legame tra il Santo e la sua comunità. Poi il passaggio nel cuore del centro storico. A Largo Campo, come ogni anno, i residenti hanno accolto San Matteo con petali e coriandoli lanciati dai balconi e con una distesa di palloncini blu, gialli e rossi, i colori del Gonfalone e della città di Arechi. Fino all’ultimo, attesissimo momento: la corsa sulle scale della Cattedrale e il rientro al Duomo, accompagnato da un bagno di folla. Una giornata di fede, tradizione e identità. Il “Capodanno dei salernitani”, che ogni anno rinnova il legame tra la città e il suo Santo Patrono. E anche quest’anno, alla fine, in tanti hanno cercato di portare con sé un piccolo ricordo: un fiore, un petalo, qualcosa da conservare. Perché San Matteo torna ogni anno. Ma il legame con Salerno non appassisce mai.

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro