E’ SVOLTA SUL MERCATO: LARGO AI GIOVANI

Largo ai giovani. Ora e sempre. Rispetto alla prima stagione in cadetteria, quando gli under arrivarono solo nelle ultimissime battute del mercato estivo, la Salernitana ha voltato completamente pagina. Sarà che con la Lazio Claudio Lotito non ha mai esitato a puntare sui giovani, pescando qualche autentica pepita d’oro, come il serbo Milinkovic- Savic ad esempio, e sapendo nel tempo portare all’attenzione generale anche giovani del vivaio, da Cataldi a Murgia l’elenco è abbastanza nutrito e riuscendo anche a valorizzare calciatori che, dopo una esperienza in chiaroscuro in prestito, si sono affermati una volta tornati alla casa madre. Strakosha è l’esempio più eclatante, ma anche Luiz Felipe è in rampa di lancio. Proprio le non esaltanti esperienze di questi ultimi due in granata avevano rafforzato il convincimento dei patron e del diesse Fabiani che Salerno non fosse un posto per i giovani. Un’idea, peraltro, alquanto infondata perchè la storia racconta ben altro. Salerno è stata vetrina e trampolino di lancio per tanti giovani, quelli bravi e con un po’ di carattere, mentre ha bocciato o almeno rimandato quelli un po’ meno pronti dal punto di vista caratteriale. Peraltro, per quanto riguarda Strakosha ci sarebbe da obiettare che non è stata la piazza ad ostacolare la sua crescita in granata, ma la scriteriata altalena tra i pali con Terracciano, di cui Torrente e la società sono stati i registi poco ispirati. Questo è il passato, il presente, invece, racconta di una Salernitana molto attenta e sensibile quando si parla di giovani. Dopo i segnali positivi dello scorso anno, in questa stagione la Salernitana ha cambiato registro. In estate, via Lazio, è arrivato Orlando, vittima di un infortunio al crociato che gli ha impedito di debuttare in campionato ed atteso al rientro dopo la sosta invernale. Con lui i portieri Adamonis e Radunovic, entrambi nazionali, a cui, forse con un po’ di ritardo, è stato affiancato un portiere più esperto per tamponare le emergenze: per due volte la Salernitana ha rischiato di restare senza portiere, ma per fortuna ha trovato la collaborazione della federazione lituana che ha dato l’ok per Adamonis. Se Odjer e Mantovani, come lo stesso Minala, sono dei veterani del gruppo granata, i vari Ricci, Cicerelli, Rossi, Asmah (l’unico mai utilizzato da Bolllini), Kiyine hanno contribuito ad abbassare l’età media e, soprattutto, hanno dato, chi più e chi meno, certo, un contributo importante, ancor più prezioso alla luce dell’emergenza che ha colpito in particolare la difesa. Salerno, dunque, non è più un posto per vecchi, ostile ai giovani ed incapace di apprezzarne il talento.Anzi. I patron ed il diesse Fabiani hanno preso atto che la verità è ben diversa da quella cui erano pervenuti nelle scorse stagioni sulla base di esempi non del tutto calzanti e rilevanti. Ed ora la svolta è testimoniata anche dal fatto che sul mercato la Salernitana cerchi giovani di valore, scovandoli anche nelle categorie inferiori. L’ultimo esempio è l’ariete della Reggina, Bianchimano, ma, al di là dei nomi, rileva la rivoluzione culturale di una società che s’è pentita di aver ingaggiato giocatori in là con gli anni con contratti lunghi ed onerosi, su tutti Rosina, ed ha capito che per assicurarsi un futuro importante non si possa non puntare sui giovani. E’ una svolta importante, che Salerno attendeva da tempo. Al di là dei risultati del campo, è importante programmare, gettare le basi per un futuro sempre più roseo. Largo ai giovani, senza, ovviamente, dimenticare che, per rendere al meglio, questi hanno bisogno dei consigli dei più esperti perchè la virtù sta nel mezzo, un insegnamento proveniente dai latini che a Claudio Lotito, cultore della materia, starà sicuramente a cuore.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto

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