TRUFFA ELETTRONICA SUI BANCOMAT, DUE ARRESTI

Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri della Stazione di Positano hanno tratto in arresto due pregiudicati di origine bulgara, T.M. classe 1971 e S.M. classe 1985, in flagranza del reato di accesso abusivo ad un sistema telematico ed Installazione di apparecchiature atte ad intercettare comunicazioni telematiche (art. 615 ter e 617 quinques C.P.)
Nel pomeriggio di ieri, dopo aver ricevuto l’”allert” di malfunzionamento da parte della società che gestisce alcuni Bancomat/ATM, i Carabinieri di Positano, anche coadiuvati dai colleghi della Polizia Locale ed anche ella Capitaneria di Porto, hanno pianificato un servizio di osservazione sulla Spiaggia Grande dove avevano notato che effettivamente l’ATM era stato manomesso attraverso l’apposizione del rinomato skimmer e di una micro-telecamera, con lo scopo di registrare i dati ed i pin delle carte inserite.Grazie all’ausilio delle telecamere comunali e private presenti, i militari sono riusciti ad identificare due soggetti sospetti, che poco dopo, hanno notato aggirarsi vicino al bancomat. Li hanno quindi pedinati a lungo per le vie cittadine, ma quando hanno capito che si stavano per allontanare da Positano hanno deciso di fermarli a bordo della loro autovettura, e dopo un breve inseguimento, sono riusciti a bloccarli sulla SS163 a Praiano.Giunti i rinforzi dell’ Aliquota Radiomobile di Amalfi, i due soggetti sono stati sottoposti a perquisizione personale e veicolare, rinvenendo tutti gli strumenti utili al montaggio dello skimmer.
Di seguito, i militari di Positano insieme ai colleghi di Sorrento sono riusciti a capire che i due, di fatto senza una fissa dimora, alloggiavano in una casa vacanze di Sorrento, nella cui stanza a seguito di una immediata perquisizione, hanno rinvenuto ingente materiale informatico utile alla clonazione delle carte di credito (PC, hard disk, microtelecamere, etc).
Al termine delle operazioni, i due soggetti Bulgari sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Salerno Fuorni.
I Carabinieri, ora analizzeranno il materiale sequestrato per capire quanti dati informatici avevano già acquisito e quanti altri bancomat avevano già manomesso.

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro

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