USURA, DOPO L’ARRESTO ARRIVA ANCHE IL SEQUESTRO DI BENI PER L’AGUZZINO CHE MINACCIAVA IMPRENDITORE E LA FAMIGLIA

La Polizia di Stato ha dato esecuzione al sequestro preventivo per sproporzione emesso da questa Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, guidata da Antonio Centore, nei confronti di un soggetto pregiudicato, originario della provincia di Napoli e residente a Scafati, sottoponendo a vincolo 3 autovetture – una BMW serie X4, una Mercedes Smart cabriolet e una Audi A1 -tutte rientranti nella disponibilità patrimoniale dell’uomo. Il destinatario del provvedimento ablativo era stato arrestato il precedente 26 aprile poiché ritenuto gravemente indiziato – nel rispetto della presunzione di innocenza e fermo restando che eventuali giudizi di responsabilità potranno derivare solo a seguito di pronunciamenti irrevocabili-dei delitti di tentata estorsione e di usura aggravata. Questi, secondo quanto emerso dalle indagini condotte, aveva concesso alla vittima, un imprenditore caduto in difficoltà economiche, prestiti a tassi usurari per un importo complessivo di 250.000 euro, imponendo la restituzione del mutuo con rate mensili di 18.000 euro per la durata di 84 mesi, pretendendo quindi in corrispettivo una somma complessiva pari a 1.512.000 euro. La progressiva difficoltà dell’imprenditore ad assolvere al gravoso piano di ammortamento ha quindi provocato un’escalation di condotte minatorie poste in essere dall’arrestato, il quale ha minacciato di attentare all’incolumità della vittima e dei suoi familiari, di incendiarne l’attività commerciale e di provocarne lo spossessamento dei beni imponendo la coatta sottoscrizione di atti di compravendita fittizi. Da ultimo, il giorno dell’arresto, si è presentato per l’ennesima volta presso l’attività commerciale minacciando l’uomo e la figlia, arrivando quasi ad aggredire fisicamente quest’ultima. In quella circostanza, i poliziotti della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. di Nocera Inferiore sono intervenuti impedendo il verificarsi di conseguenze ulteriori procedendo all’arresto dell’uomo e indagando in stato di libertà la moglie, intervenuta a sostegno delle richieste di riscossione. La successiva perquisizione eseguita presso la residenza della coppia ha consentito di rinvenire, occultata nel doppio fondo di un armadio, la somma di 65.000 euro, successivamente sottoposta a sequestro preventivo dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta di questa Procura della Repubblica.

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro