VASCO DIVENTA PROF, MA CONTINUERÀ A CANTARE

“Continuerò a fare concerti. Sebbene oggi abbia ricevuto il titolo di dottorato di ricerca, non insegnerò. Ma continuerò a cantare”.Con queste parole Vasco Rossi ha salutato ieri l’Università degli Studi di Salerno, che ieri pomeriggio gli ha conferito il Dottorato di ricerca honoris causa in Politica e Comunicazione.

Il rocker di Zocca, accolto da un’ovazione, cori e applausi, è entrato nell’Aula Magna Vincenzo Buonocore accolto dal rettore Virgilio D’Antonio,  con il suo inconfondibile cappello nero. Fuori, in piazza, circa tantissimi studenti hanno seguito la cerimonia attraverso un maxischermo, mentre nell’Ateneo è stata stimata la presenza di oltre tremila persone coinvolte nell’evento.Un riconoscimento che l’Università lega a oltre quarant’anni di musica e alla capacità di Vasco di trasformare le canzoni in uno strumento di comunicazione, raccontando inquietudini, cambiamenti sociali e generazioni diverse.

“Vasco Rossi è diventato un segno”, è stato sottolineato durante la cerimonia: una voce capace di entrare nell’immaginario collettivo e trasformare un’esperienza individuale in appartenenza.

Nella sua lectio magistralis, Vasco ha parlato di musica, politica e comunicazione, ma soprattutto di libertà. La libertà di essere imperfetti, di non dover corrispondere all’immagine che gli altri hanno di noi.E poi il valore di una canzone: “A volte basta una frase per sentirsi meno soli. E se poi la cantano in sessantamila, la solitudine diventa appartenenza”.Un messaggio che si intreccia con il rapporto speciale con Salerno, nato nel 1978, quando Vasco arrivò in città per il servizio militare, che ha raccontato subito alla sala non appena ha preso la parola

A congratularsi con lui anche il sindaco Vincenzo De Luca, che ha incontrato privatamente  a margine dell’evento. Un giorno speciale per Vasco e per l’Università di Salerno, che ha riconosciuto in una storia nata fuori dalle aule accademiche un sapere capace di parlare alla società.E mentre il rocker entra ufficialmente nei registri dell’Ateneo, una cosa è certa: il titolo cambia, ma la musica continua. “Non insegnerò. Continuerò a cantare”.Poi l’ultima battuta, prima di andar via Vasco a conclusione della cerimonia sulle note di “Vita spericolata” ha detto: “Grazie, cari colleghi professori… da oggi sono un prof anch’io. Tranquilli: non darò voti. Al massimo chiederò il bis”.

Autore dell'articolo: Barbara Albero