VENTURA VINCE IN EMERGENZA: DAL CAMPO SONO ARRIVATE RISPOSTE IMPORTANTI, ORA TOCCA ALLA SOCIETA’

Gian Piero Ventura voleva risposte e segnali chiari dalla sua squadra ed a Pescara li ha avuti, nonostante o, forse, proprio grazie all’emergenza. La squalifica di Karo, la lunga assenza dai campi di gioco di Heurtaux, ma anche le prestazioni non certo positive offerte da Billong e Pinto nel recente passato, hanno indotto il tecnico granata a chiedere l’ennesima trasformazione tattica a Cicerelli, inedito terzino destro nel 4-4-2 proposto in Abruzzo. Per la prima volta dall’inizio della stagione la Salernitana ha rinunciato in partenza alla difesa a tre e non ha cambiato spartito neanche dopo l’uscita dal campo per infortunio di Cicerelli, rilevato da Kalombo. Con Jaroszjnski accanto a Migliorini e Lopez sulla corsia sinistra, Ventura ha varato una linea a quattro che ha saputo ben disimpegnarsi, concedendo poco agli avversari per oltre un’ora di gioco, grazie anche al sacrificio dei due esterni di centrocampo ed all’ottima prova dei due mediani.Il 4-4-2 ha permesso ai granata di sfruttare l’ampiezza del campo, grazie al buon lavoro delle due catene laterali. Lombardi e Maistro hanno potuto contare sulla protezione ma anche sul sostegno dei terzini, senza essere costretti a coprire da soli tutta la fascia come recita il copione per chi giochi da esterno nel 3-5-2. La necessità aguzza l’ingegno e Ventura, che ha esperienza da vendere, si è fatto un bel regalo posticipato di compleanno, disegnando l’abito giusto per la sua incerottata Salernitana, compatta e motivata come sarebbe lecito attendersi sempre. Ottenuti tre punti pesantissimi, però, ora bisogna davvero capire cosa voglia fare da grande la Salernitana ed il riferimento non è solo alla squadra, che ha avuto fin qui troppi alti e bassi ma che comunque è in piena zona playoff nonostante tutto, ma anche e soprattutto alla società, attesa dalla preannunciata contestazione della tifoseria in occasione del match interno di sabato col Cosenza. Un anno fa, la Salernitana di Gregucci inaugurava il girone di ritorno col blitz di Palermo, a cui, però, non seguì un mercato adeguato e sappiamo tutti come fu il prosieguo della stagione. Se dagli errori si impara, allora starà ora più che mai dimostrarlo alla proprietà. Aya e Curcio sono due pedine di complemento, non certo i rinforzi che possano cambiare il volto di una squadra. Ventura ha lanciato anche ieri dei segnali tenendo fuori Billong e Pinto e passando al 4-4-2, modulo che, qualora fosse riproposto, richiederebbe almeno un terzino destro di ruolo visto che Cicerelli, pur generosissimo, non ha mai giocato in quella posizione e Kalombo non dà le dovute garanzie. A centrocampo è in uscita Firenze, scaricato pubblicamente da Ventura. Odjer potrebbe passare alla Sambenedettese o all’Avellino, per cui serve almeno un altro tassello che possa dare un apporto maggiore in termini di qualità ed esperienza. In attacco, più che mai aggrappata a Djuric, la Salernitana deve sciogliere il nodo Jallow. Ieri il gambiano è rimasto in panca, mentre Giannetti, altro calciatore da tempo dato in partenza, ha trovato spazio nel finale ed ha lottato e giocato con grande determinazione. Se davvero, come anche il suo agente sta confermando in queste ore, dall’Egitto è arrivata un’offerta faraonica per lui, allora la Salernitana potrebbe realizzare una bella plusvalenza e, al tempo stesso, pensare di reinvestire una parte della somma ricavata dalla cessione di Jallow per assicurare a Ventura una punta che sappia incidere sotto porta maggiormente rispetto a Gondo. Senza dimenticare che resta tutto da scrivere il finale della vicenda Cerci.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto

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