Vito Di Bari ha ripreso ieri il discorso, senza prendersi neanche un giorno di riposo. E’ una full immersion totale per il giovane allenatore di Trani che ha tra le mani il dossier clinico di una squadra in preda a problemi e a malanni vari, che sconta gli errori estivi commessi non solo sul mercato ma anche e soprattutto nell’approccio sul campo alla stagione. La Salernitana sconta un evidente deficit di condizione fisica rispetto a tutti gli avversari e solo in parte regge l’alibi delle difficoltà mentali. E’ una squadra che non riesce a tenere i ritmi alti per tutta la gara e che puntualmente concede gol facili agli avversari. Di Bari sta alzando il livello dell’intensità in allenamento, ma non è facile in poco tempo avere risultati concreti, tangibili. Di sicuro, il tecnico granata non arretrerà di un centimetro rispetto alle sue richieste di gioco. Pressing alto come pane quotidiano, da qui non si scappa, per cui chi vorrà mettersi addosso una maglia da titolare sa bene che dovrà correre forte. A centrocampo ci sono evidenti problemi, ma ora Di Bari può solo tamponare l’emergenza, figlia anche di scelte sbagliate perché si è inspiegabilmente deciso di sguarnire il reparto che doveva invece essere maggiormente fornito in numero e varietà delle caratteristiche, ed ora aspetta il rientro di De Boer per valutare anche qualcosa di nuovo dal punto di vista tattico, come ad esempio il 4-3-3. Per ora si lavora sui principi, ma non si prescinde da una certezza: sabato, in casa dei ragazzi dell’Inter Under 23, la Salernitana dovrà centrare i tre punti per dare fiato ad una classifica che richiede una scossa immediata e non più differibile.

