AL VIA I LAVORI SUL LUNGOMARE COLOMBO PER LE STRISCE “SALVA PEDONE”

Attraversamenti pedonali capaci di rilevare la presenza delle persone e accendere segnali luminosi per richiamare l’attenzione degli automobilisti,  prevenire gli incidenti e proteggere i pedoni. La tecnologia è arrivata in strada anche a  Salerno con “Salva Pedone”, il sistema sperimentale che punta a rendere più sicuri gli attraversamenti e a ridurre il rischio di incidenti. I lavori per l’installazione sono partiti questa mattina  i sul lungomare Colombo, all’altezza del civico 3,e proseguiranno fino a venerdì 30 ottobre, con una limitazione al traffico di un tratto di carreggiata.

Una volta completato l’intervento, l’impianto resterà in funzione per un anno, durante il quale sarà possibile valutarne l’efficacia sul campo. Lo ha spiegato questa mattina ai nostri microfoni l’assessore comunale alla Mobilità Rocco Galdi che ha effettuato un sopralluogo nei pressi del cantiere dove stamani sono partiti i lavori.

Il funzionamento si basa su sensori che rilevano automaticamente la presenza dei pedoni e attivano una serie di dispositivi luminosi ad alta visibilità.

Il progetto  rientra nelle iniziative del Comune di Salerno per migliorare la sicurezza stradale ed è stato autorizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Al termine dell’anno di sperimentazione, i risultati e i dati raccolti saranno trasmessi al Ministero, che valuterà l’eventuale omologazione definitiva del sistema secondo le norme del Codice della Strada.

Di giorno, al passaggio delle persone, si accendono i marker color ambra inseriti nell’asfalto e i lampeggianti a led collocati sulle colonnine e sui cartelli stradali, per segnalare agli automobilisti la presenza di chi sta attraversando.

Di sera, il sistema aumenta ulteriormente la visibilità: si illuminano anche le colonnine e le barre a led integrate nelle strisce pedonali, che rendono il pedone più visibile illuminandolo dal basso. Si attivano inoltre i pannelli luminosi dei cartelli stradali.

 

Autore dell'articolo: Barbara Albero