Prosegue lo sciopero della fame di dialogo a staffetta per dare voce ai detenuti della Casa Circondariale di Salerno-Fuorni e chiedere ascolto, dignità e rispetto dei diritti al presidente del Tribunale di Salerno Dott. Giuseppe Campa. Dalla mezzanotte il testimone è passato all’avvocato Silverio Sica, già presidente della Camera Penale e del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno, iscritto a Nessuno Tocchi Caino.
È il quarto giorno di questa iniziativa nonviolenta, ispirata alla teoria di Gandhi e alla tradizione radicale di Marco Pannella. Tre gli obiettivi: la costituzione dei Consigli di Aiuto Sociale, previsti dall’articolo 75 dell’Ordinamento Penitenziario; il ripristino della pianta organica del Tribunale di Sorveglianza di Salerno e delle visite periodiche negli istituti penitenziari; e la presenza del personale amministrativo per cinque giorni alla settimana.
Il testimone di oggi l’avvocato Sica ha denunciato condizioni a Fuorni che, a suo giudizio, mettono in discussione dignità, legge, Costituzione e Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Lo sciopero della fame a staffetta è stato avviato da Donato Salzano segretario dell’associazione radicale Maurizio Provenza e iscritto a Nessuno Tocchi Caino, è passato poi ai penalisti salernitani Emiliano Torre e Massimo Torre iscritti a Nessuno Tocchi Caino.
Una mobilitazione pacifica per dare forza a chi deve decidere e voce a chi, dentro il carcere, voce non può avere come ha dichiarato ai nostri microfoni l’avvocato Emiliano Torre

