LOTITO TRADITO DA UN SUO PUPILLO

Le ragioni del cuore, da una parte, una sorta di obbligo morale, dall’altra. Sul piatto della bilancia Christopher Oikonomidis ha messo tutto ed alla fine ha scelto di seguire il cuore. Il canguro di proprietà della Lazio, società che ha creduto in lui e gli ha dato la possibilità di debuttare in prima squadra, giocando anche nelle competizioni europee, non aiuterà la Salernitana a conquistare la salvezza nella doppia sfida col Lanciano. A meno di sorprese, infatti, giocherà le due amichevoli che i socceroos disputeranno il 4 ed il 7 giugno in patria contro la Grecia, la terra d’origine della famiglia di Oikonomidis. In un altro momento della stagione, la decisione del giovane attaccante sarebbe stato lecita e comprensibile, ma, vista l’importanza della posta in palio, ora come ora appare una sorta di tradimento morale nei confronti di Lotito, che ha sempre mostrato stima e fiducia nei suoi confronti, e della Salernitana. Non è, però, solo colpa di Oikonomidis. Forse, nè a Roma nè a Salerno c’è stato qualcuno in grado di fargli comprendere l’importanza della doppia sfida col Lanciano. Quello che appare uno sgarbo e che, volendo un po’ estremizzare, abbiamo definito un tradimento è, in realtà, uno spaccato fedele di ciò che accade in casa granata dove manca un punto di riferimento, una figura carismatica che sia riconosciuta da proprietà e calciatori come collante, ma è anche il segno del distacco che c’è tra la squadra e la proprietà e non solo per ragioni geografiche. La vicenda Oikonomidis è solo l’ultima della serie. Ceccarelli, Bagadur, Schiavi sono esempi recentissimi e meriterebbero ulteriori approfondimenti. Ora, però, non conta come e con chi, ma solo il risultato finale. E gli assenti avranno torto mai come questa volta.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto