POLVERI SOTTILI E CORONAVIRUS: IL COMITATO SALUTE E VITA ATTACCA –

La Regione Campania impone l’uso delle mascherina contro il coronavirus, mentre in contemporanea viene consentito alle Fonderie Pisano di riprendere le proprie attività senza che nulla sia cambiato.
A mettere in correlazione le polveri sottili con la diffusione del virus è il Comitato Salute e Vita che, forte di studi riportati su tutti i quotidiani nazionali, che sottolineano in maniera sempre più stringente il ruolo delle polveri sottili nella diffusione del Covid-19, rilancia la sua battaglia denunciando che ancora una volta per l’intera giornata di venerdì 25 settembre, fino a tarda sera, interi quartieri di Salerno, Pellezzano e Baronissi sono stati nuovamente invasi dall’odore acre e soffocante proveniente dall’industria e dalle annesse polveri sottili, come risulta dalle centinaia di segnalazioni arrivate allo stesso Comitato e alle Forze dell’Ordine.

C’erano già chiare evidenze scientifiche che le polveri veicolino il virus: più alte sono le loro concentrazioni, maggiori sono i contagi. Il particolato atmosferico costituisce infatti un substrato che può permettere al virus di permanere nell’aria in condizioni vitali per tempi più lunghi, nell’ordine di ore o giorni. Adesso però, diversi ricercatori sostengono che, aver respirato per anni polveri sottili, rende più esposti al contagio e più grave il decorso della malattia. Dunque, non solo le polveri sottili rappresentano una sorta di “taxi” per andare ben più lontano delle famose goccioline emesse tossendo o anche solo parlando, ma l’esposizione di lungo periodo all’inquinamento atmosferico aumenta la vulnerabilità di chi è esposto al Covid-19, e ai contagiati causa forme di malattia più gravi. Nello specifico, viene sottolineato che, se si confrontano due aree geografiche molto simili, in cui l’unica differenza è un livello del particolato sottile più alto dell’altro, anche di poco, l’area che ha avuto storicamente un’esposizione maggiore all’inquinamento, ha un aumento della mortalità del Covid-19 dell’8%. Per tale motivo, concludono gli studi, è necessario ridurre al minimo le emissioni. Ciò purtroppo non accade a Salerno, dove invece, nonostante le numerose segnalazioni e le nostre precedenti comunicazioni, perdurano indisturbate le attività della fonderia, con emissione di odori soffocanti e dove varie zone della città, in diversi momenti della giornata, sono investite da puzza e polveri nocive. “Alla luce di quanto riportato, ribadiamo con fermezza la necessità di rendere pubblico lo studio spes, che mette in evidenza proprio la presenza storica di metalli pesanti nel sangue dei cittadini – scrive Lorenzo Forte del Comitato Salute e Vita- inoltre chiediamo con forza un provvedimento d’immediata chiusura delle Fonderie Pisano, sia per il principio di precauzione europeo, ma anche per non esporre ulteriormente la comunità al contagio, in quanto è stato già dimostrato innumerevoli volte negli anni che il suddetto opificio è obsoleto e quotidianamente immette particolato sottile in atmosfera”.

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro

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