PRYSMIAN FOS, BATTIPAGLIA SI FERMA PER IL CORTEO DI PROTESTA –

C’è stata una massiccia adesione, della città, degli studenti ma soprattutto di tutta la deputazione politica, i parlamentari, i consiglieri regionali ed i sindaci di tutti i comuni della piana del Sele  e dei picentini,  al maxi corteoche questa mattina ha attraversato la città di Battipaglia contro la chiusura dello stabilimento Prysmian Fos. L’azienda che produce fibra ottica ha posto i 300 operai in cassa integrazione e fino ad oggi a nulla sono valsi i tentativi, espletati anche a livello ministeriale, di trovare una soluzione che possa salvare il futuro dello stabilimento.Ad aprire il corteo un manichino con un simbolico lavoratore impiccato, ma come è stato ribadito nel corso degli interventi dei diversi rappresentanti istituzionali, la battaglia per salvare la fabbrica ormai chiusa ed in attesa della riunione presso il ministero del 25 marzo è una battaglia per tutto il mezzogiorno messo in crisi anche da politiche governative che non riescono ad avere attenzione per il sud. È un po’ questo è il leit motive che tutti i sindaci ribadiscono  durante il corteo che si è chiuso in piazza municipio, sul palco, da dove era partito in mattinata. I commercianti hanno abbassato le saracinesche in segno di solidarietà con i lavoratori che per tutta la manifestazione hanno gridato “La Fos  è  nostra e non si tocca”.

Tra i sindaci presenti: Cecilia Francese, sindaca di Battipaglia, Martino D’Onofrio, sindaco di Montecorvino Rovella, Alessandro Chiola, sindaco di Montecorvino Pugliano, Mimmo Volpe, sindaco di Bellizzi, Giuseppe Lanzara, sindaco di Pontecagnano Faiano, Mario Conte, sindaco di Eboli, il presidente della provincia e sindaco di Capaccio, Franco Alfieri, i consiglieri regionali Andrea Volpe e Franco Picarone, Corrado Matera, i parlamentari Anna Bilotti, Franco Mari e Antonio D’Alessio.

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro