SALERNITANA: IL PROGETTO VENTURA TRA SOGNI E REALTA’. L’ARECHI ATTENDE LA RISPOSTA DEI PATRON

Tra sogni e realtà sul palcoscenico dell’Arechi, in una sera di fine estate, Salernitana e Benevento si sfidano per i tre punti ma non solo. La gara di questa sera servirà a Ventura ed Inzaghi anche per capire a che punto sia la crescita delle rispettive squadre. Giovane e non obbligata a vincere, la Salernitana deve dimostrare di avere fame di punti e voglia di migliorarsi sempre. Più esperto ed indicato da molti come candidato principale alla promozione diretta, il Benevento deve convivere con la pressione che deriva dal dover sempre dimostrare di essere la squadra più forte. La Salernitana vuole riscattare le due sconfitte dello scorso anno e regalare una serata di festa alla sua tifoseria, che sta sentendo di nuovo forte il richiamo dell’Arechi e non solo per la serata di gala che è in calendario, ma anche perchè Ventura ed i suoi calciatori stanno dimostrando impegno, attaccamento, idee chiare e forti motivazioni. I risultati ed il gioco sono, per ora, dalla parte del tecnico genovese che ha dato la sua impronta alla squadra, parlando chiaro a tutti e dando a ciascuno attenzione e spazio, ma, soprattutto, un obiettivo che, poi, è quello che nei precedenti quattro anni di B è mancato alla Salernitana. Non avendo mai davvero puntato a vincere, la società non ha mai investito sull’allenatore così come ha fatto questa volta, perchè Ventura non è solo un nome, come poteva essere anche Colantuono, ma è anche un talent scout come ha riferito Claudio Lotito in una recente intervista in cui ha candidamente ammesso che i calciatori acquistati dalla Lazio e trasferiti in prestito alla Salernitana sono stati scelti personalmente dall’ex ct, investito di un ruolo extra campo che nessun altro allenatore aveva potuto realmente svolgere. Ed ora Salerno ha riscoperto il piacere di respirare l’aria dell’attesa, in una vigilia quasi infinita di un derby che, sebbene giunga troppo presto, ha un profumo diverso per il semplice fatto che i tanti tifosi che hanno acquistato il biglietto lo hanno fatto perchè convinti, o almeno incuriositi, dal progetto di Ventura che sta cercando di coniugare il risultato del campo con l’aspetto prospettico che, visti i tanti prestiti targati Lazio, non può più di tanto interessare ed entusiasmare il tifoso granata. Dall’altra parte, c’è un avversario forte ed ambizioso, che sa quel che vuole. Il Benevento pensa in grande senza dover far i conti con limitazioni di nessun tipo e questo è sicuramente un aspetto per il quale molti tifosi granata soffrono. Starà a Lotito e Mezzaroma, attesi stasera per la prima volta in stagione all’Arechi, dimostrare di aver capito le istanze di chi viene bollato come occasionale o peggio ancora gufo, perchè la Salernitana deve essere in grado di camminare con le sue gambe e di sognare senza porsi limiti. I patron, colpevoli di non aver dato fino in fondo seguito alla promessa fatta a giugno scorso, quella di fare piazza pulita dopo l’indecorosa stagione finita con i rigori di Venezia, resteranno per l’ennesima volta a bocca aperta, forse, nel vedere il colpo d’occhio dell’Arechi, ma dovranno, poi, avere l’onestà intellettuale se non il cuore di dare a Salerno le risposte che da tempo attende e che andranno oltre i novanta minuti di stasera. Non è da un calcio di rigore che si giudica un calciatore e non è certo da una sola partita che si giudica un allenatore o una squadra o, parola grossa per questa società così miope e poco incline a guardare al futuro, un progetto, quello ancora embrionale che sta cercando di portare avanti Ventura e che ha già ottenuto un risultato: aver ridato un po’ di orgoglio e di entusiasmo ad una piazza depressa e maltrattata da anni di “non calcio”, se così si può dire, in cui si è perso tempo e si sono sprecate tante occasioni. Ma si dice, in fondo, che non sia mai troppo tardi…

Autore dell'articolo: Nicola Roberto

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