Doveva essere la partita della svolta, la partita che accertasse il cambio di rotta ed invece la Salernitana ha perso, giocando male e commettendo errori imperdonabili. La cabala non era amica dei granata ed infatti il Picco si è confermato terreno minato, ma, al di là di tutto, la squadra di Torrente è venuta meno sotto l’aspetto caratteriale e tattico. Approccio molle alla gara, squadra subito lunga e troppo passiva, in balia dell’avversario che nel primo tempo ha dominato ed avrebbe meritato il gol del vantaggio che solo le prodezze di Terracciano hanno evitato. Il centrocampo granata ha mostrato limiti in fase di interdizione, colpa anche delle distanze troppo lunghe tra i reparti e di un apporto limitato in fase di non possesso degli attaccanti, in particolare di Gabionetta. Proprio il brasiliano è stato protagonista in negativo con l’espulsione che ha compromesso una partita già di per sé difficile e complicata. La sua ingenuità in occasione del secondo giallo è stata pagata a caro prezzo dalla Salernitana che, pur essendosi ritrovata a sorpresa in vantaggio grazie al perentorio stacco aereo di Coda su corner di Ronaldo, non è riuscita ad arginare il prepotente ritorno dello Spezia. Il 4-4-1 adottato da Torrente con l’innesto di Odjer per Moro non è servito per contenere la pressione dei liguri, straripanti sulle corsie laterali e non a caso il pari è giunto proprio dalle fasce. Su un pallone calciato dalla destra della linea difensiva granata, Franco si è fatto sorprendere alle spalle da un avversario che ha offerto un comodo assist a Vignali, ragazzino del vivaio all’esordio da titolare, che ha trafitto Terracciano. Il primo gol subito dall’ex Catania con Bernardini in campo è stato il segnale di resa da parte della Salernitana, sovrastata sul piano fisico ed incapace di correggere ulteriormente in corsa l’assetto. Ancora da un cross dalla fascia destra è giunto il rigore del sorpasso spezzino. Zito, in evidente debito di ossigeno e prossimo alla sostituzione, ha spinto palesemente quanto ingenuamente Vignali inducendo l’arbitro a concedere il penalty, trasformato con freddezza da Calaiò. Terracciano intuisce, ma non ci arriva e lo Spezia vola. Torrente si gioca la carta della disperazione con Donnarumma, ma la Salernitana è così lunga e sfilacciata da subire gol su azione d’attacco. La ripartenza ligure, avviata da una respinta di pugno di Chichizola, è letale ed esalta le doti di Sciaudone, freschissimo ex del confronto, che raccoglie un pallone al limite dell’area e senza pensarci calcia di sinistro battendo l’ex compagno ed amico Terracciano. E, poco dopo, l’ex di turno sfiora la doppietta. Forse, sarebbe stato troppo. La Salernitana era già stata punita abbastanza per i suoi errori.
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