San Matteo 2026 segna il ritorno di Vincenzo De Luca alla processione del santo patrono, un passaggio che a Salerno non è mai stato soltanto religioso ma anche profondamente identitario. Il rientro del sindaco nella tradizionale sfilata riapre infatti quella sorta di gara degli applausi che da sempre accompagna il suo transito: un momento in cui la folla salernitana ha storicamente riservato a De Luca un’accoglienza paragonabile a quella dedicata alla statua del patrono.
La conferma della sua presenza alla processione è arrivata a margine dell’inaugurazione del nuovo polo agroalimentare nella zona industriale. Un’opera che De Luca ha rivendicato come parte della sua visione amministrativa di lungo periodo: fu lui, da sindaco, a volere lo spostamento dell’ex mercato ortofrutticolo da via Vinciprova; e fu ancora lui, da presidente della Regione, a sostenere l’investimento che oggi consente alla città di inaugurare una struttura moderna e strategica per il comparto. Ma il nuovo Polo agroalimentare deve dire grazie anche ad un altro De Luca, Piero, primogenito del sindaco e deputato del Pd che ha impedito lo scippo del finanziamento destinato a Salerno. Grazie al suo lavoro presso il governo, infatti, è stata bloccata la proposta di dirottare le risorse verso il Comune di Sant’Egidio del Monte Albino, garantendo così la piena realizzazione del progetto.
La conclusione dei lavori libera ora una palazzina di 28.000 metri quadri, un volume imponente che De Luca ha già annunciato di voler trasformare nel nuovo centro fieristico di Salerno, un tassello che si inserisce nella sua idea di rilancio infrastrutturale della città. Allo stesso tempo verrà realizzata anche una struttura per i controlli sanitari.

