LA DENUNCIA DI LAMBIASE. “A SALERNO E’ EMERGENZA RIFIUTI”

Il servizio di Igiene Urbana a Salerno può produrre una vera e propria “Emergenza-Rifiuti”, se non si provvede. Aumenta  il grado di “sporcizia” dei nostri quartieri, a fronte di una Tassa sulla “immondizia” che i Salernitani pagano, tra le più alte d’Italia.

La raccolta dei rifiuti a Salerno ha un costo di decine di milioni di Euro e pecca di una frammentarietà forte. Sicuramente in piccola parte deriva da decisioni e competenze “non locali”. Vedi l’obbligo di trasportare l’indifferenziata allo STIR di Battipaglia (impianto di tritovagliatura e imballaggio dei rifiuti)  per la produzione di CDR, che viene poi ritrasportato all’inceneritore di Acerra, per essere bruciato.

Ma tutto il resto dipende dall’organizzazione (direi disorganizzazione) che si è data il Comune di Salerno.

I soggetti che intervengono per lo “spazzamento” dei quartieri sono tre: gli operai del Comune, la società Salerno Pulita ed una serie di cooperative sociali (di tipo B). La raccolta differenziata “porta a porta” è opera di Salerno Pulita.

La raccolta del vetro, le isole ecologiche e la  “rimozione ingombranti” sono servizi effettuati dal Consorzio di Bacino Salerno 2.

A tutto ciò si aggiunge la gestione “a perdere” dell’impianto di compostaggio. L’organico lavorato nel Sito di Compostaggio produce un compost che “non ha mercato” (cioè non si vende).

I costi elevati del Sito vengono solo parzialmente compensati dalla produzione di energia elettrica recuperata dai biogas generati dai rifiuti e dai pannelli fotovoltaici installati sul tetto dei capannoni dello stabilimento.

I costi di gestione superano ampiamente la media nazionale. Per non parlare dei costi di realizzazione dell’impianto, che a Salerno raggiunsero una cifra doppia rispetto ad impianti con capacità superiore di trattamento (vedi impianto di Case Passerini  a Sesto Fiorentino).

C’è mancanza totale di “regia” che riduca le spese, aumenti il livello di produttività del personale, coordini le attività dei vari soggetti impegnati.

Ho constatato che il settore è dotato di Dirigenti, Funzionari, Impiegati ed Operai (comunali e non) capaci e competenti, che non vengono messi in condizione di dare il “meglio”. Si pensi ai mezzi “scassati” a disposizione degli operatori ecologici comunali.

Autore dell'articolo: Marcello Festa